THAILANDIA: LA TERRA DEL SORRISO CHE MI HA RUBATO IL CUORE

Mi chiedo cos’è che può spingere un essere umano a viaggiare per un giorno intero ed arrivare dallaltra parte del mondo.

Restare incastrato in una scatoletta volante numerose ore…

Cos’è questa spinta? Da dove viene? Non c’è una risposta univoca.

Credo che in fondo ciascuno abbia la sua.

Se mi chiedessero di raccontare la storia di questo mio viaggio, probabilmente diventerebbe un libro.

 La Thailandia è una terra magica, viene chiamata “ La terra del sorriso” proprio perché tutti hanno sempre il sorriso stampato sulle labbra, le persone sono molto cordiali, disponibili, pronte ad aiutarsi in caso di bisogno.

 Una volta mi è capitato di trovarmi con la cartina tra le mani, girandola e rigirandola senza capire più da che parte andare, con l’ansia (mia migliore amica) che iniziava ad assalirmi, ad un certo punto un anziano signore si è avvicinato e ha cercato di aiutarmi pur non parlando inglese (in Thailandia poche persone parlano inglese, la maggior parte parla solamente la lingua locale).

Questa gentilezza, questa voglia di aiutare il prossimo mi ha colpita molto.. spesso infatti siamo disposti ad aiutare il prossimo solo se siamo sicuri di avere qualcosa in cambio.

In Thailandia invece sono così.. parliamo di gente umile, semplice, che proprio per quest’innatasemplicità sono capaci di godere delle piccole cose ed essere felici con poco.

 

Durante uno dei trekking fatti a Chiang Rai, la guida del gruppo era un signore thailandese, abitante di un piccolo villaggio che si trovava proprio nella foresta poco distante dal centro, ai piedi del monte Doi Mae Salong.

Questo signore, di cui purtroppo non ricordo il nome, dopo un’intera giornata passata a camminare nella giungla, giornata tanto emozionante quanto stancante, di cui vi parlerò in un apposito articolo perché merita uno spazio tutto suo, vedendoci stanche e un po’ provate (con me c’era mia sorella, Veronica) prima di riaccompagnarci al nostro alloggio ci ha offerto delle piccole uova di quaglia sode che suo nonno gli aveva gentilmente dato un attimo prima (Oltre ad averci regalato un anellino fatto da lui con una foglia di banano che ancora conservo nel portafoglio).

A qualcuno potrà  sembrare una stupidata, ma per me non lo è stato affatto, anzi, lo considero un gesto estremamente vero, puro e semplice.

Un signore tanto povero (per rendere l’idea, durante il trekking aveva come kway un sacco della spazzatura e delle infradito ai piedi a differenza nostra che avevamo kway di ultima generazione e scarpe da trekking Dynafit ) ci aveva ceduto un suo regalo..

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Il nostro amico mentre accende il fuoco per il pranzetto nella giungla.

Un’altra volta, sempre a Chiang Rai, la sera dovevamo uscire a cena ma pioveva così tanto che sembrava avessero aperto i rubinetti.. uscire dal bungalow era impossibile, l’acqua era fortissima, tutto si allagò nel giro di pochi istanti.

Esauste dopo un’intera giornata di trekking passata sotto le intemperie, l’unica cosa che volevamo era un bel piatto caldo, magari di pollo e riso con anacardi, il mitico “ rice and stir-fried chicken with cashew nuts”, il mio piatto thailandese preferito, oltre ovviamente al mitico Pad thai (quanto mi manca la cucina thai!).

Raggiungemmo in qualche modo la reception del villaggio, già fradice dopo pochi metri, e un signore si offrì di accompagnarci con il suo tuk tuk (il mezzo thailandese per eccellenza, si tratta di una sottospecie di Ape-Taxi low cost) sino al centro del paese dove si trovavano tutti i ristori, e addirittura per non farci bagnare ulteriormente ci accompagnò, scalzo, dalla reception al tuk tuk col suo ombrellone (si, proprio un ombrellone da spiaggia, gli ombrelli normali non resistono alla pioggia Thailandese).

Un taxista avrebbe mai fatto un gesto simile?

Non penso proprio…..

Questi episodi, come molti altri, fanno capire quanto la loro cultura, il loro amore e rispetto per il prossimo sia ben lontano dai nostri canoni.

In Thailandia ho riscoperto me stessa, la mia interiorità, ho riscoperto certe emozioni e sensazioni che non provavo da tempo.

La routine della città, il ritmo frenetico spesso fa spostare il focus dal nostro Io e lo punta sulle cose, cose da fare, cose da comprare.. ci focalizziamo spesso su quello che dobbiamo portare a termine, sugli impegni che abbiamo e che pensiamo di non poter assolutamente rimandare, rinunciando così a noi stessi, alle nostre passioni e, a volte, alla nostra felicità.

Sono sempre stata una ragazza irrequieta, piena di energia, cosa positiva ma fino ad un certo punto perché ciò non mi permetteva di vivere appieno “il momento”.. prima non mi sarei mai presa del tempo per starmene seduta a guardare il sole che sorge o che tramonta, l’avrei considerato “tempo sprecato standomene seduta”, che tristezza!

In Thailandia invece sono riuscita a godere di questi momenti, spesso mi ritrovavo seduta ad ammirare la bellezza della natura, senza atri pensieri, con la mente sgombra da qualsiasi altro pensiero.

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Tramonto a Koh Phangan, Alcove Bar.

Ho dedicato molto tempo a me stessa e ne sono immensamente felice, questo grazie a quel paese meraviglioso che mi ha trasmesso tanta positività e serenità.

La mia parola preferita è infatti diventata “Sanuk”;

Sanuk” in Thailandia significa godersi la vita, vivere in allegria, non prendersi troppi pensieri. Sanuk è prendere la vita con filosofia, senza preoccuparsi troppo del domani: tutti i fatti della vita, anche le malattie e i problemi quotidiani vanno presi con una buona dose di sanuk.

Un’altra cosa che mi ha affascinato molto della cultura Thai è stata la loro devozione al Buddhismo.

La  religione ufficiale in Thailandia è il Buddhismo Theravada che è appunto la radice di quella che è la cultura thai, professato da circa il 95% della popolazione e introdotto nel Paese nel 329 a.C.

Il Buddhismo esercita una forte influenza nella vita quotidiana del popolo thai e i monaci sono figure molto rispettate.

Quando visitavo i templi (ce ne sono a bizzeffe in ogni luogo) mi capitava spesso di vedere thailandesi di ogni età, dagli anziani ai più piccoli, inginocchiati con le mani congiunte immersi nella preghiera.

Questa cosa mi ha meravigliato molto, mi ha meravigliato vedere tanta devozione, forse perché la nostra cultura, la nostra religione, è totalmente diversa dalla loro, infatti il buddhismo viene considerato una filosofia di vita, oltre che ad una religione. 

Mi state chiedendo un altro motivo per cui ho amato così la Terra del sorriso?

La cucina, of course.

Paladina della cucina sana, amante del “classico” riso e pollo, delle verdure, della frutta esotica.. come non avrei potuto non innamorami della cucina thailandese?!

Ho letteralmente adorato tutti i piatti thai…dal pad thai al Kai Muang (lo “stir-fried chicken with cashew nuts di cui vi parlavo prima), dalla Tom Yum Goong (zuppa di gamberi piccante) al Geang Keow Ean Gai ( curry verde con latte di cocco e pollo), dalla favolosa Som Tam Thai o Green Papaya Salad (insalata di papaya), alle semplici ma irresistibili Stir Fried Vegetables, semplici verdure saltate in padella, che tanto semplici non sono visto che ho provato a replicarle a casa un miliardo di volte senza  successo ( sono saltate con salsa d’ostrica e salsa di pesce)… e molti altri ancora.

In Thailandia la frutta è qualcosa di eccezionale, la dolcezza del mango, della papaya, dei baby ananas, della Pitaya (conosciuta anche come Frutto del dragone)… il mio paradiso insomma!

Essendo un paese molto povero si mangia fondamentalmente riso, pollo, verdure e tra il pesce soprattutto gamberetti e pesce d’acqua dolce che solitamente cuociono alla brace.

Ah, dimenticavo.. si mangiano anche gli insetti!

Non disgustatevi, vedo la vostra espressione… non sono male, li ho provati e devo dire di esserne rimasta positivamente stupita, non sono così cattivi come si potrebbe immaginare!

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Vere e proprie…LARVE!

Altra  cosa per la quale andavo matta era lo Sticky rice, o Riso glutinoso, ovvero il semplice riso basmati fatto cuocere per molto tempo al punto da diventare tutto appiccicato, una colla insomma!

Della cucina thai ve ne potrei parlare per ore… ho provato così tante cose mai provate in Italia che ogni volta che assaggiavo qualcosa mi emozionavo!

 Lo street food in Thailandia è ovunque, in ogni stradina trovi dei posticini, solitamente delle bancarelle ambulanti o un tavolino malmesso,  in cui ti preparano qualcosa, dal pesce alla brace, alla papaya salad, al semplice mango tagliato a fette che è così dolce da sembrare una caramella, pad thai, pollo…. di tutto!

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Il Pad Thai più buono che io abbia mai mangiato..

I thailandesi hanno una strana “food routine”, se così possiamo definirla…

A colazione solitamente mangiano molto, la loro colazione ideale per noi potrebbe sembrare un pranzo, composto da riso verdura… poi magari il resto del giorno mangiano molto meno rispetto ai nostri standard ma la colazione la fanno quasi sempre così.

Che strani questi thailandesini! ( “ini” perché sono effettivamente molto piccoli e minuti!).

 E i mercati? Mamma mia i mercati…quanto li amavo!!

Non appena ci spostavamo in un altro paese la prima cosa che facevamo era andare al mercato! Due pazze!

Ma ragazzi non potete capire quanto erano belli i mercati in thailandia, soprattutto i Night Market.

Non sono semplici mercati, assolutamente no!

Sono un brulicare di persone e bancarelle prevalentemente di cibo! (ecco perchè li amavo tanto!)

Oltre ad essere belli erano anche estremamente convenienti!

In thailandia la vita costa veramente poco e al mercato potevi permetterti di mangiare un buonissimo pad thai o del pesce cotto al momento sulle braci roventi a 2 o 3 euro!

Pazzesco!

La frutta tropicale, come ad esempio la Pitaya, se in Italia la possiamo pagare addirittura 6 euro, lì l’acquistavamo a 30 centesimi!

Inutile dire che avremmo voluto riempire gli zaini sin dal primo giorno!

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Qualcuno ha detto ” Spiedino”?!
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Pesce cotto alla brace in uno dei mercati che abbiamo visto

 

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Pranzetto vista mare a Koh Samui con riso, pollo sweet and sour e verdurine

Di cose ce ne sarebbero ancora tante da raccontare ma purtoppo certe emozioni, certi momenti non si riescono a spiegare a parole.. le parole non darebbero il giusto valore a ciò che ho potuto vivere, a ciò che ho potuto vedere e provare…

Questa terra è unica, è magica e spero, un giorno, di poterla riabbracciare. 

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Secret Beach

 

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