L’AFRICA CHE RUBA IL CUORE, LA MIA ESPERIENZA DI VOLONTARIATO IN GHANA

La mia Africa, la mia bellissima Africa…quanti ricordi di quel Paese meraviglioso! Una volta che ci si mette piede non se ne vorrebbe più fare a meno, è proprio vero che viene quello che si usa definire “mal D’Africa”! O almeno, a me è venuto eccome! Ho avuto la fortuna di toccare questo Paese più volte grazie ai viaggi fatti con i miei genitori in Kenya, Namibia, Sud Africa.. ma quella che voglio raccontarvi oggi è la mia esperienza come volontaria internazionale che ho avuto modo di fare nel lontano 2012 in Ghana, a soli 17 anni!

Eh si, nemmeno maggiorenne e già con la voglia di fare un’esperienza così profonda, un’esperienza che ti segna la vita per sempre.

In Africa ho visto occhi profondi, ampi sorrisi velati da una sorta di tristezza e speranza. Occhi grandi e occhi piccoli che mi hanno portato gioia e mi hanno fatto riflettere. Pensavo di andare per donare e invece ho ricevuto un sacco di amore e di ospitalità.

Non riesco a spiegare cosa ho provato durante quei giorni, è troppo difficile descrivere certe sensazioni, certe emozioni che solo lì sono riuscita a provare…ho passato un mese favoloso, un mese ricco, pieno, un mese che non può che cambiarti la vita.

Avevo solo 17 anni quando mi iscrissi all’associazione Project Abroad, associazione di volontariato internazionale che opera in tutto il mondo.

Non so perché lo feci, forse perché sentivo l’esigenza di rendermi in qualche modo utile.

Decisi di partire per il Ghana e ci trascorsi tutto il mese di Agosto.

Il Ghana è uno dei pochi paesi Africani ad essere politicamente stabile e al tempo stesso una reale democrazia.

E’ un paese coloratissimo, ricco di dense foreste pluviali, savane, ampie valli e spiagge spettacolari.

I suoi abitanti godono della reputazione di essere i più ospitali e socievoli di tutta l’ Africa.

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Quando arrivai ad Accra, la capitale del Ghana, mi venne a prendere il responsabile del gruppo, un ragazzo ghanese di nome Kofi, con il resto dei membri del gruppo, tutti ragazzi più o meno della mia età che erano arrivati quello stesso giorno.

Eravamo un gruppo di 10 persone, alcuni ragazzi inglesi, altri cinesi, altri tedeschi…un bel gruppetto insomma!

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Ci spostammo subito al villaggio in cui eravamo ospitati e presso il quale avremmo svolto la nostra attività, un piccolo villaggio locale distante un paio di ore da Accra.

Nel villaggio non vi erano né elettricità né acqua corrente, infatti dovevamo lavarci con l’acqua che prendevamo la mattina presto al fiume con dei secchi.

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Gli abitanti del villaggio erano tutti una grande famiglia, vi erano moltissimi bambini, uno più bello e dolce dell’altro!

I bambini ci adoravano, ogni volta che uscivamo dalla nostra “camera” (una capanna di legno con dei letti di paglia) ci saltavano addosso e non ci mollavano più!

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Ma ora vi starete chiedendo cosa facessi concretamente durante il giorno….

Le giornate erano più o meno tutte uguali, la mattina presto ci svegliavamo, facevamo colazione tutti assieme con del pane, della frutta fresca e dei prodotti locali, con tanto di galline che gironzolavano allegramente sotto il tavolo…dopo aver fatto colazione partivamo con il pullmino e ci recavamo al “cantiere” dove ci armavamo di pala e cazzuola pronti a lavorare!

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Il nostro compito era quello di ristrutturare una scuola in disuso, cosi che i bambini vi sarebbero potuto andare.

Lavoravamo lì fino all’ora di pranzo, dopodiché tornavamo al villaggio in cui pranzavamo, solitamente con del riso e pollo (quello che la mattina circolava sotto il tavolo probabilmente XD ).

Dopo pranzo ci recavamo ad un orfanotrofio che si trovava a mezzora di strada dal villaggio; lì facevamo giocare i bambini e cercavamo di insegnargli qualcosa, anche se purtroppo a causa della lingua (non parlavano inglese) era un po’ difficile a volte!

Quei bambini me li ricordo ancora tutti, il loro volto, il loro sorriso, mi rimarrà per sempre impresso nella mente.

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Così poveri ma ricchi allo stesso tempo, ricchi di speranza, ricchi nel loro cuore.

Erano in grado di emozionarmi ogni giorno, bastava un loro sorriso per riempirmi il cuore di gioia… è pazzesco come con così poco potessero comunque essere felici… noi siamo abituati a volere tutto e ad avere tutto subito, ottenuta una cosa ne vogliamo subito un’altra… loro invece gioiscono anche solo per un abbraccio spontaneo.

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Inutile dire che certe esperienze non possono che segnarti e cambiarti la vita… a maggior ragione se le provi a 17 anni.

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Durante il weekend Kofi portava il nostro gruppetto a fare diverse escursioni… visitammo numerosi villaggi locali e posti stupendi di cui non mi restano che meravigliosi ricordi e fotografie.

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Il Ghana è un Paese bellissimo, diverso dall’Africa che avevo avuto modo di vedere fino a quel momento… è più rigoglioso, più verde e selvaggio.

Forse l’ho trovato così diverso anche perché l’ho vissuto in maniera diversa rispetto agli altri viaggi in Africa che ho fatto… diciamo che da turista a volontario c’è il mare di mezzo.

E’ stata un’esperienza molto dura, un’esperienza che mi ha dato tanto, che mi ha messa alla prova sino all’ultimo giorno… il senso di impotenza che ho provato è stato lacerante, vedere tutti quei bambini senza un genitore, con due stracci addosso, con il volto sporco e senza scarpe mi ha destabilizzata.

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Nel mio piccolo ho cercato di aiutare e di fare quanto più potevo, sapevo di non poter rivoluzionare le cose… ma nonostante ciò la rabbia per non poter fare di più è stata comunque tanta.

Vorrei poter cambiare le cose, vorrei che quei bambini avessero una casa, dei genitori che li amano, dei vestiti puliti da indossare e delle scarpe con cui camminare.

Purtroppo non è così, e forse per alcuni non lo sarà mai… ma il nostro aiuto, seppur piccolo, può fare molto.

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Quindi anche se è un’esperienza dura, estenuante talvolta, la consiglio a tutti… è un’esperienza che non ha paragoni,  una cosa unica!

Col sorriso dei miei bimbi nella mente vi saluto e vi lascio con questa frase:

“Ciò che abbiamo fatto solo per noi stessi muore con noi. Ciò che abbiamo fatto per gli altri e per il mondo resta ed è immortale!”

(Harvey B. Mackay)

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