LA GABBIA DELLA COMFORT ZONE

La maggior parte delle persone vive un’esistenza dove abitudini, schemi mentali, routine giocano un ruolo da protagonista.

Schemi e comportamenti abitudinari creano quella che mi piace definire la “gabbia dorata”: la gabbia della comfort zone.

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La comfort zone non è nient’altro che un’ insieme di abitudini e sicurezze che ci costruiamo per vivere un’esistenza tranquilla e priva di preoccupazioni.

Il desiderio di avere una comfort zone è innato nella nostra natura, è un istinto  che ci spinge a costruire situazioni di vita confortevoli e senza pericoli.

La comfort zone è come la casa in cui siamo cresciuti: un luogo che conosciamo alla perfezione e all’interno del quale ci sentiamo sicuri.

Entriamo nella comfort zone mentale quando cerchiamo situazioni ripetitive e scontate.

Così tutto diventa prevedibile e abbiamo il totale controllo su ciò che accade intorno a noi.

In questo ambiente, non ci sentiamo mai in pericolo. Non c’è niente di male nella comfort zone, anzi, si potrebbe dire che è fondamentale per un’esistenza serena… questa diventa però problematica quando diventa la nostra intera esistenza, quando nella nostra vita vi sono solamente schemi e routine.

Intrappolati nella comfort zone, tutto ci sembra scontato e privo di valore… non apprezziamo più i piccoli gesti, i piccoli momenti che invece sono importanti… il caffè preso ogni giorno al bar, magari alla stessa ora e nello stesso bar non ha più quel gusto che avrebbe se preso una volta ogni tanto e in circostanze differenti. La vita diventa piatta, il tempo trascorre inesorabile e l’ansia comincia a giocare da padrona… così una domanda inizia a ronzarci nella testa… “sto forse sprecando la mia vita?”…

Dinnanzi a tale quesito vi sono due alternative, continuare a vivere come abbiamo sempre fatto, assecondando paure, routine e abitudini, oppure cercare di cambiare, di migliorarci e di lasciare gli schemi che ci siamo costruiti sinora. Quando la comfort zone non si limita a darci sicurezze ma trasforma la nostra vita in un’unica giornata replicata all’infinito, diventa una gabbia dorata dove non ci sono pericoli ma nemmeno niente per cui valga davvero la pena vivere. In questa situazione, qualsiasi novità o prospettiva di cambiamento inizia a farci molta paura, perché rappresenta l’interruzione di qualcosa di collaudato, che conosciamo bene, sicuramente noioso e forse nocivo, ma “confortevole“.

Smettiamo, ad esempio, di incontrare nuove persone perché abbiamo paura di essere giudicati, mentre il divano su cui passeremo una serata prevedibile non ci darà alcuna agitazione… la tisana alla stessa ora prima di andare a letto, il film su sky, il cane rannicchiato ai nostri piedi… questo non ci fa paura, ma non ci entusiasma nemmeno più. E’ come se una forma di pigrizia entrasse a far parte della nostra esistenza e ci portasse allisolamento. Iniziamo a chiederci perché rischiare di uscire quando siamo così comodi dentro la nostra gabbia dorata. Siamo tutt’altro che felici, ma il cambiamento fa troppa paura, ci paralizza, ci destabilizza. Come possiamo reagire? Como fare ad uscire da questa situazione? Con la consapevolezza che la felicità è tutta una questione di cambiamenti; grandi e piccoli, belli e brutti.

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Spesso la comfort zone è il più grande ostacolo alla nostra felicità, perché ci spinge a prendere decisioni basate esclusivamente sulle nostre paure.

Diventiamo pigri, non vogliamo rischiare e tendiamo ad isolarci.

La vita diventa tutta uguale e non c’è più niente in grado di emozionarci e farci sentire davvero vivi.

Come se non bastasse, più il tempo passa e più le paure aumentano: giorno dopo giorno, siamo sempre più timorosi e insicuri.

E’ un circolo vizioso. Un fuoco che continuiamo ad alimentare e si ingigantisce sempre di più.

Come si esce dalla questa gabbia dorata? Viaggiando.

Viaggiare può essere tante cose, ma sicuramente è sinonimo di cambiamento.

Lo dice anche un vecchio proverbio: la persona che torna da un viaggio non è mai la stessa che è partita”.

Che sia un viaggio di sei mesi o di un weekend, viaggiare è l’antidoto migliore a una vita grigia e ripetitiva.

Perché viaggiare è sempre una forma di amore per se stessi. Quando viaggi ti trovi costantemente di fronte a situazioni nuove e inaspettate, ti metti alla prova, riscopri i tuoi limiti e torni ad amarti.

Ma soprattutto torni ad emozionarti: ridi di gusto, resti a bocca aperta, osservi con curiosità il mondo intorno a te.

A volte hai anche paura, ma è paura positiva, quella fatta di adrenalina, quella che ti fa sentire vivo.

La comfort zone è il nido di timori infondati che si infilano nella tua mente in modo, giorno dopo giorno, attraverso situazioni sempre uguali e apparentemente innocue. Ma quando avrai 80 anni e guarderai a cosa hai fatto della tua vita,vorrai avere ricordi straordinari, non una serie di giornate identiche e indistinguibili.

Se ti sembra di sprecare la tua vita, parti: non importa dove, l’importante è uscire dalla gabbia dorata e iniziare un cambiamento, un’evoluzione, qualcosa che spezzi la routine e dia un senso al tuo percorso.

Viaggiare significa valorizzare la tua vita.

 “Tra vent’anni non sarete delusi delle cose che avete fatto ma da quelle che non avete fatto. Allora levate l’ancora, abbandonate i porti sicuri, catturate il vento nelle vostre vele. Esplorate. Sognate. Scoprite.”

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