MAGICO VIETNAM

Un viaggio in Vietnam di qualche settimana può essere considerato soltanto un “antipasto”. Comincio così, con questa affermazione, l’articolo sul mio itinerario in Vietnam.

Un Paese così esteso e variegato non può essere visitato in poche settimane, ma merita molto più tempo.. mentirei se vi scrivessi che in poco tempo potreste scoprirlo tutto!

Bazzicando sul web mentre organizzavo il mio tanto atteso viaggio ho trovato molti itinerari da “poter completare” in 15\20 giorni, da Nord a Sud del Paese o viceversa, ma sapevo non che sarebbero bastati così pochi giorni, è un Paese troppo grande.

Così ho deciso di programmare un viaggio di 30 giorni, il tempo massimo che il visto turistico  mi permetteva di fare, da Nord a Sud, toccando quelle che, a mio avviso, erano le località più meritevoli di una visita.

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Prima di partire ho passato un mese a documentarmi, attraverso blog di viaggio, Lonely Planet, cartine e chi più ne ha più ne metta; volevo partire con tutte le informazioni possibili per non perdere tempo, soldi ed esperienze da vivere.

Nel corso di quel mese ho programmato meticolosamente tutto il viaggio, con tanto di giornate, spostamenti, alloggi ecc. Ma ovviamente poi nel corso del viaggio ho cambiato molte cose, a causa delle condizioni meteo non sempre delle migliori e dei consigli di altri backpackers che come me stavano visitando quel meraviglioso Paese.

In Vietnam ho incontrato moltissimi viaggiatori in solitaria con cui condividere parti della mia esperienza, ragazzi e ragazze provenienti da tutto il Mondo.

In Vietnam ho potuto riscontrare un’ospitalità disarmante, le persone sono estremamente cordiali e gentili, sempre pronte ad aiutarti.

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E’ un Paese molto “facile” per viaggiare in solitaria, è molto semplice organizzare spostamenti, prenotare ostelli, trovare qualcuno con cui condividere nuove avventure.. forse è anche per questo che mi è piaciuto così tanto!

Avendo visitato anche altre zone dell’Asia, tra cui l’Indonesia e la Thailandia, posso dire con fermezza che in Vietnam vi è più rispetto dello straniero, che non viene trattato come una sorta di “portafoglio ambulante” come avviene invece in Indonesia, seppur il livello di povertà sia forse anche inferiore.

Il Vietnam è un Paese molto verde, rigoglioso, ricco di colori, profumi e volti sorridenti, con paesaggi dalla bellezza disarmante, alcuni dei quali ritengo tra i più belli che abbia visto in vita mia.

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Nel corso del mio viaggio non ho mai noleggiato nessun mezzo di trasporto, a parte un paio di motorini, mi sono sempre spostata attraverso “sleeping bus” ( bus notturni che avevano dei veri e propri sedili a mò di letto! Una figata!), che mi permettevano quindi di limitare i costi risparmiando sulla notte in ostello, visto che solitamente partivano intorno alle 18 ed arrivano a destinazione la mattina del giorno dopo..

Ho poi utilizzato anche dei semplici bus e traghetti e, ovviamente, passaggi in motorino! In Vietnam credo che sia risaputo che ci sono quasi più motorini che persone! E’ davvero allucinante la quantità di scooter che sfrecciano senza alcun senso e direzione per le strade! Inizialmente ci mettevo secoli per attraversare le strade perché mi sembrava di morire ogni volta ma poi ci ho fatto l’abitudine!

Sono arrivata in Vietnam il 6 Maggio 2019 volando da Sydney, in cui vivevo ormai da qualche mese, facendo uno scalo a Kuala Lumpur (Malaysia).

La mia prima meta è stata la città di Hanoi, al Nord appunto.

Hanoi mi ha stregata, è stata una delle  mia mete preferite, credo appartenga a quella categoria di città che “o le ami o le odi“, un po’ come Bangkok…fatto sta che io sono tra quelli che le ama.

Ad Hanoi ho trascorso 3 giorni, che ritengo tutto sommato sufficienti per poterla visitare senza fretta e senza lasciar nulla indietro.

Da vedere assolutamente ad Hanoi è senza dubbio “L’Old Quarter” che è inoltre il vero cuore della città. Qui riuscirete a provare un’autentica esperienza vietnamita.
Non appena si mette piede per le strade dell’Old Quarter si capisce perché “caotica” è il primo aggettivo che tutti associano ad Hanoi. Ma questo è ciò che la rende così affascinante.

I marciapiedi sono pieni di bancarelle che espongono oggetti, giocattoli, frutta e verdura multicolore.
L’Old Quarter è il caos assoluto, ma è completamente affascinante ed un’esperienza che non dimenticherete mai.

Una volta abituati al caos, una delle prime cose che noterete è come ogni strada venda una sola tipologia di prodotto. Ad esempio c’è la strada che vende solo oggetti di cartoleria, la strada dove vendono solo spezie, la strada dei giocattoli e così via.

Una delle “attrazioni” imperdibili è poi la famosissima e tanto fotografata “Train Street”;
Si tratta di una strada stretta stretta dove troverete case sulla destra e sulla sinistra, ed in mezzo un binario ferroviario. Inizialmente può non sembrare interessante ma vedere il treno passare in uno spazio così ristretto è veramente incredibile.

Il treno passa ogni giorno alle 15:30 e poi anche di notte, potete quindi decidere di prendervi un caffè in uno dei localini che hanno aperto in una di queste abitazioni o potete strizzarvi contro i muri nel poco spazio lasciato dal treno.

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La mia prossima meta sarebbe dovuta essere Sapa, all’estremo Nord, meta preferita da tutti gli escursionisti e considerata come la vera anima del Vietnam, piena di terrazzamenti di riso, villaggi tipici in cui le persone vivono nella maniera più semplice possibile.. mi dispiace molto non averla potuta visitare ma le condizioni meteo in quei giorni non me lo hanno permesso e non volendo perdere giorni ad aspettare che migliorassero ho deciso di saltarla.

Sono quindi andata direttamente alla Baia di Ha-Long, altra meta rinomata che, secondo i miei piani iniziali,  avrei dovuto visitare dopo Sapa.

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Ha Long Bay è famosa per le sue fantastiche 2000 isole e isolette che spuntano dall’acqua creando uno spettacolo naturale unico. La pietra calcarea di cui sono formate ha fatto in modo che l’erosione di acqua e vento abbia creato delle forme bizzarre e allo stesso tempo affascinanti.

La leggenda narra che una famiglia di draghi abitasse questo posto. “Ha Long” significa “descending dragon” e questo nome ricorda come dei draghi abbiano aiutato i vietnamiti a scacciare gli invasori del nord, scagliandogli contro una pioggia di gemme e perle. Queste si trasformarono in centinaia di isolette che bloccarono gli invasori e distrussero le loro navi.

Anziché prenotare la classica crociera di due giorni per visitare la baia ho preferito soggiornare sull’isola di Cat Ba e fare un’escursione giornaliera in barca per ammirare la baia e col senno di poi posso dire di non aver sbagliato perché credo che una giornata basti e avanzi.. non c’è molto da vedere a parte il paesaggio tipico della baia.

Da Cat Ba sono partita, sempre con uno sleeping bus, verso la mia prossima meta, sempre nel Vietnam del nord, ad un paio d’ore da Hanoi,  Ninh Binh, una zona che alcuni chiamano ‘la Ha Long terrestre’: al posto delle isole qui ci sono piccole colline rocciose, al posto del mare un fitto reticolo di fiumi e campi allagati coltivati a riso.

Anziché fermarmi a Ninh Binh mi sono però preferita spostare a Tam Coc, piccolo paese dove si concentrano homestay, ristoranti e servizi per turisti e da cui parte una delle escursioni in barca che potrete fare in zona. Lì ho alloggiato in uno degli ostelli più carini in cui sia mai stata, immerso nella natura, tra piantagioni di riso e fiumiciattoli, con tante casette di legno e tavoli all’aperto, un posto bellissimo.

In ostello ho noleggiato un motorino, grazie ai consigli di viaggio che avevo letto, per tutte e tre le giornate trascorse lì, e mi sono spostata così in maniera autonoma da un punto all’altro sempre grazie al mio fidato Google Maps!

Una delle esperienze meritevoli di nota che ho fatto è stata l’escursione in barca nell’ area di Trang An, il quale paesaggio straordinario è stato dichiarato patrimonio dell’UNESCO.

Per ammirare il panorama di Tam Coc dall’alto ho raggiunto le Mua Caves, altra meta imperdibile alla quale si può fare accesso tramite una scalinata di circa 500 gradini. La vista dalla cima ripaga della fatica!

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Da Tam Coc un altro sleeping bus mi ha portata a Phong Nha, in cui sono rimasta due giorni.

A Phong Nha vi è l’omonimo parco istituito nel 2010 nel quale sono presenti numerose grotte tra cui la grotta di Son Doong, la più grande al mondo per la quale servono 3000$ per un’escursione di 5 giorni.

Ovviamente, visto il mio budget esiguo, non ho potuto partecipare a quella che sembra essere un’avventura straordinaria ma ci sono almeno altre due grotte che vale sicuramente la pena visitare a prezzi decisamente più abbordabili: Paradise Cave e Dark Cave che ho visitato nel corso di un’escursione organizzata alla quale mi sono aggregata il secondo giorno che ero lì.

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Da lì mi sono diretta a Huè: la città imperiale; Huè è stata la capitale dell’impero dal 1802 al 1945. Purtroppo i bombardamenti durante la guerra del Vietnam l’hanno profondamente danneggiata ma preserve ancora il suo fascino.

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Dopo due giornate trascorse lì mi sono spostata, tramite l’ennesimo bus, ad Hoi An, la magica città delle lanterne, un’altra delle mie mete preferite, nonostante i 42 gradi costanti, e in cui sono rimasta 3 giorni.

Nonostante la città sia estremamente turistica, mantiene il suo fascino e camminare soprattutto la sera lungo il fiume con luci e lanterne accese è davvero suggestivo.

La città di Hoi An nel 1999 è diventata Patrimonio culturale dell’Unesco. Sono molte le culture che sono passate dal suo porto commerciale, importante tra il XV ed il XIX secolo.

Hai An gode di moltissime cose da fare e vedere durante il giorno.. ma la grande bellezza è la sera!

Dal tramonto alle 23, Hoi An diventa una tra le città romantiche più belle che abbia mai visto. È certamente un “romantico” un po’ spinto perché artificioso, ma le barche che transitano sul fiume Thu Bon che ne riflette le luci, le vie illuminate in ogni dove da lanterne di diverso colore, i ristoranti che cominciano ad accogliere le persone…fanno della Hoi An serale una città molto caratteristica.

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A 3 km da Hoi An vi è una bellissima spiaggia, la spiaggia di An Bang, alla quale ci sono arrivata a piedi partendo dal centro della cittadina, sotto il sole e un caldo pazzesco..diciamo che però la spiaggia  ha meritato assolutamente la fatica a raggiungerla!

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Da Hoi An ho poi raggiunto, dopo una ventina di ore sullo sleeping bus, Da Lat, paese che si trova a 1500 metri sul livello del mare ed è stata per anni il luogo dove i ricchi francesi avevano le proprie ville per sfuggire al caldo soffocante della non molto distante Ho Chi Minh. Ora è diventata un’attrazione turistica grazie alle montagne, foreste e più in generale la natura incontaminata che la circonda.

A Da Lat ho noleggiato un altro motorino e ho esplorato la zona da sola in due giorni; non sono rimasta completamente soddisfatta in quanto non ho trovato realmente ciò che immaginavo, ma non rimpiango comunque di averci fatto tappa.

Da lì mi sono quindi diretta alla mia ultima meta, la capitale Vietnamita Ho Chi Minh, o Saigon per molti, città più grande e popolata del Paese.

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Durante i miei pochi giorni di soggiorno sinceramente non mi ha impressionato più di tanto, l’ho trovata estremamente caotica e decisamente poco bella da vedere ma per chi è interessato alla guerra del Vietnam qui si possono trovare un sacco di siti interessanti.

A Saigon ho trascorso le mie ultime quattro giornate in quel meraviglioso Paese che spero tanto di poter un giorno rivedere!

Ovviamente non posso però lasciarvi senza parlare di una cosa importante: IL CIBO VIETNAMITA.

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Il modo migliore per vivere un Paese credo infatti che sia assaggiare la cucina locale. Come dico sempre, ogni viaggio non è completo se non comprende anche i piatti tipici e lo street food autoctono.

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Il cibo vietnamita vale da solo la visita a quel Paese, anche se i motivi per visitarlo sono poi moltissimi.

Un detto vietnamita dice che “In Vietnam più di sta scomodi e più si mangia bene”.

Questo significa che quasi sempre i pasti più buoni si consumano appollaiati sui minuscoli sgabelli di plastica rossa o blu sui marciapiedi delle strade, in posti a conduzione famigliare a cui non daresti due lire e che invece sono gestiti da persone che mescolano anni e anni di tradizione in un pentolone fumante. Un po’ come se le nostre nonne aprissero le porte di casa la domenica quando fanno le lasagne.

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Ogni regione del Vietnam ha le sue specialità culinarie e durante il mio viaggio ho avuto la possibilità di assaporare pietanze molto diverse tra loro, dai sapori ben distinti, che difficilmente credo riuscirò a gustare di nuovo (se non in occasione di un altro viaggio in Vietnam, ovviamente!).

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Le caratteristiche principali della cucina vietnamita sono la freschezza dei prodotti, la cura nella cottura delle carni, i sapori sempre ben bilanciati e la buona digeribilità dei piatti. Gli ingredienti più utilizzati in cucina sono: la carta di riso, la carne di maiale, i noodles, la salsa di pesce e le erbe aromatiche fresche.

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Uno dei piatti tipici della cucina vietnamita assolutamente da non perdere è il Pho, apprezzassimo dalla popolazione che lo considera un piatto nazionale e lo mangia a qualsiasi ora della giornata (soprattutto a colazione!): altro non è che una zuppa bollente di noodles di riso, germogli di soia con carne (di pollo o di manzo) o vegetariano con il tofu, o la versione di pesce, esaltato da erbe aromatiche tra cui foglie di menta, coriandolo e lime; un’esplosione di gusto e sapore.

Altri piatti popolari sono gli involtini vietnamiti, i “Goi Cuon” tipici del nord del Paese, comunemente chiamati “spring roll” per la loro freschezza e serviti generalmente come antipasto.

L’influenza di un passato coloniale francese ha lasciato le sue impronte nella cucina vietnamita: “baguettes” e “crepes” vengono prodotte in molte zone del Paese e fanno parte ormai della cucina tradizionale vietnamita.

Il panino vietnamita, “Bành my“, che si traduce testualmente con la parola “pane” è servito caldo e croccante: si utilizza una piccola baguette francese con infinite scelte nel ripieno, dal gustosissimo maiale alla griglia, alle verdure stufate, spezie e salsa piccante. Numerose sono le varianti tra cui pesce, carne di pollo e salse. È considerato un pasto veloce o uno spuntino da mangiare in strada; vedere le anziane signore vietnamite prepare questi paninetti per strada con le loro bancarelle è stata un’emozione unica.

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Le crepes vietnamite chiamate “Banh xeo“, sono invece simili alle crepes francesi ma gli ingredienti utilizzati sono diversi.

Cosa si beve invece in Vietnam?

La maggior parte dei piatti della cucina vietnamita vengono accompagnati dalla birra, anch’essa introdotta dai colonizzatori. Il produttore più importante del Paese è “Bia Hoi“, che significa “birra fresca” ed è la birra tradizionale del nord del Vietnam, artigianale a bassa gradazione e riconosciuta tra le birre più economiche al mondo, circa 19 centesimi per una pinta.

Un’altra bevanda tradizionale che non si può assolutamente perdere in Vietnam è il caffè.

Il “Cà phe” in Vietnam è una vera e propria arte e la preparazione richiede pazienza.

Si utilizza una caffettiera particolare con la tecnica del “gocciolamento”, si attende che tutta l’acqua si trasformi in caffè.

Il Paese vanta di una produzione eccellente, secondo produttore al mondo di caffè: dal gusto forte e morbido, con una nota di cacao data dal burro impiegato nella tostatura; si può bere come l’espresso con il latte, freddo nero o la versione con l’uovo, il cosiddetto “EGG COFFEE“: tuorlo e zucchero vengono sbattuti insieme, uniti al caffè caldo, creano una crema di zabaione.

Un altro must vietnamita preparato con il caffè e che adoravo è il “Coconut coffee“, il caffè al cocco preparato per l’appunto con il robusto caffè vietnamita, il cocco congelato tipo sorbetto e crema di cocco, una vera e propria bomba di gusto!

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Queste sono solamente alcune delle splendide cose che vorrei condividere con voi a proposito del mio viaggio ma potrei continuare all’infinito diventando tediante.

Il mio ultimo consiglio quindi può solo che essere uno: Se in futuro avrete la possibilità di viaggiare, scegliete questo splendido Paese, perché merita davvero!

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