INDONESIA: IL MIO VIAGGIO IN SOLITARIA

Questo incredibile viaggio occupa un posto speciale nel mio cuore, ci sono affezionata tantissimo.
In Indonesia posso dire di essermi definitivamente e perdutamente innamorata dell’Asia. Ha confermato le emozioni provate qualche anno fa in Thailandia e solo pochi mesi fa in Vietnam, ampliandole all’ennesima potenza.

Ammetto che decidere un’itinerario per visitare l’Indonesia per la prima volta non è subito semplice.
L’Indonesia conta un numero come 18.000 isole. Sì, avete letto bene. Diciottomila. Non per niente è l’arcipelago più grande del mondo.
Ho trascorso 40 giorni in Indonesia, 17 dei quali con mia madre e mia sorella che mi hanno raggiunta lì dopo essere state distanti per più di un anno.. ma di questo ve ne parlerò nel prossimo articolo, qui vi voglio parlare dell’esperienza che ho vissuta in solitaria in quelle terre meravigliose.

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Sono partita dall’Australia, lasciandola questa volta in maniera definitiva dopo un anno, il 22 Luglio 2019, con uno zaino da 13 kg. , tanta voglia di vedere cose nuove, conoscere una nuova cultura, godere di nuovi orizzonti.

Al mio arrivo a Denpasar, la capitale dell’isola di Bali, ho richiesto un visto turistico della durata di 30 giorni, che ho successivamente rinnovato per altri trenta prima che scadesse il primo.Bali7

Dall’aeroporto ho raggiunto la mia prima meta: Sanur, considerata la più antica zona balneare di Bali, oltre che una tranquilla città sulla costa.

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Lì sono rimasta due giorni interi, girovagando, praticando yoga e facendomi lunghe passeggiate sulla spiaggia.

Da Sanur sono poi tornata in aeroporto per prendere un piccolissimo aereo che in poco più di due ore mi avrebbe portata a Labuan Bajo, su un’altra isola, l’isola di Flores.

Labuan Bajo è il punto di partenza per il parco di Komodo e le sue splendide isolette.

Flores è conosciuta soprattutto per gli antichi e famosi “Draghi di Komodo”, antichissima specie animale che abita il parco di Komodo considerati un’ultimissima specie di dinosauro.

Questi animali sono delle sottospecie di “lucertolone” giganti che possono arrivare sino ai 3 metri di lunghezza e 70 kg di peso e sono divenuti ormai un’attrazione turistica, tant’è che da Labuan Bajo partono ogni giorno decine e decine di barche che portano all’isola di Komodo e fanno sbarcare milioni di turisti.

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Nel corso dell’escursione, a bordo di un’imbarcazione, che avevo prenotato per vedere i draghi ho potuto poi ammirare numerose altre gemme di quest’isola, come una spiaggia dalla sabbia completamente rosa, davvero paradisiaca!

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Dopo soli due giorni ho deciso di rientrare a Bali, Flores non mi ha soddisfatta granché se devo essere sincera ( al contrario di quanto accade invece per molte persone); La natura circostante è spettacolare ma Labuan Bajo è tristissima, un cantiere a cielo aperto, super trafficata e inquinata.

Rientrata sull’isola degli Dei, come si suol definire Bali, sono andata a Canggu, la mia cara e vecchia Canggu, indubbiamente la mia meta preferita di tutto il viaggio in Indonesia.

Ho letteralmente amato quel posto, ogni cosa.. le spiagge, le persone, la movida, i locali… tutto!

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Canggu è molto diversa da altre località Balinesi, è molto turistica purtroppo, e quindi anche molto trafficata e incasinata ( ma questa è una caratteristica costante di tutti posti in Indonesia, il traffico e il caos regna ovunque) ma l’ho adorata comunque.

A Canggu sono rimasta per una ventina di giorni al “Serenity Yoga Eco Guesthouse”, una specie di ostello a mò di villaggio completamento vegano e plastic-free dove lo yoga fa da padrone (anche se a Bali è difficile trovare un posto in cui non pratichino yoga a dire il vero).

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Lì avevo una cameretta minuscola che mi ricorda un pò la casetta di Tarzan, anche se mia madre dopo averla vista in foto mi ha chiesto come mai dormissi in una “baracca per le galline”, non so, forse avevo una visione un pò distorta io visto che era la prima volta in cui potevo godere di una camera tutta per me, dopo mesi e mesi trascorsi in ostello.

Fatto sta che al Serenity sono stata davvero bene, ho ricominciato a vivere, come dico io.

Mi sono completamente liberata da tutte le energie negative che la mia anima era stata costretta a portare fino a quel momento, mi sono rigenerata;

Serenity, oltre ad essere vegano e plastic free era anche improntato sul silenzio, nessuno parlava se non a bassa voce, non vi era nessuno che schiamazzava a tutte le ore del giorno e della notte, le persone che erano lì erano estremamente rispettose e cordiali.

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Le mie giornate passavano velocemente, perché si sa, quando si fa ciò ch si ama il tempo passa velocissimo.

Mi alzavo, praticavo yoga ( ad ogni ora del giorno vi erano differenti classi di yoga tenute da esperti insegnanti indonesiani), facevo colazione a base di prodotti vegani homemade, mi facevo delle lunghe passeggiate lungo le spiagge, mangiavo delle cose deliziose che solo se tornerò lì potrò rigustarmi ( come le favolose smoothie bowl di cui andavo matta), gironzolavo per le strade con lo sguardo perso per tanta meraviglia.. la sera facevo un’altra classe di yoga, cenavo e andavo a dormire presto perché anche se Canggu è molto famosa per la movida notturna, viste le tante discoteche e locali all’aperto che vi sono, io durante il giorno mi stancavo talmente tanto da arrivare stremata in camera.

A Canggu penso proprio che un giorno ci ritornerò perché ormai un pezzo del mio cuore è li, devo per forza tornarci!

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Dopo aver lasciato, a malincuore, il mio caro Serenity sono partita alla volta di Ubud, considerata il cuore spirituale e culturale di Bali, nonostante anche qui le orde di turisti ormai facciano parte della quotidianità.

Avete presente quelle foto nelle piantagioni di riso terrazzate? Ecco, quelle foto sono state sicuramente scattate ad Ubud e dintorni.

Ubud è una città di campagna, a solo un’ora d’auto dall’aeroporto di Bali e qui è particolarmente fiorente l’artigianato locale. Se ci aggiungiamo una foresta di scimmie dispettose proprio nel centro della città (la famosa Monkey Forest), meravigliosi templi induisti e verdi piantagioni di riso nei dintorni, otteniamo un quadro incantevole, per cui se state pianificando un viaggio a Bali non potete che dedicare una tappa ad Ubud anche se… anche se Ubud ormai è una meta molto turistica e il centro città è un susseguirsi di bar, ristoranti e negozi di souvenir.

E poi il traffico: dovrebbe essere sufficiente un’ora  di viaggio per raggiungere Ubud da Canggu, ma proprio per l’intenso traffico il tragitto potrebbe allungarsi e di parecchio.

Vale la pena visitare Ubud? Si, per quanto ormai turistica, offre dei paesaggi e degli scorci che solo qui potrai ammirare. Ovvio, alle 8 di sera e in pieno Agosto non aspettarti di trovare tranquillità passeggiando nel centro di Ubud: Ubud è Bali e Bali da anni ormai è una meta molto turistica.

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Avendo in programma poi di visitare le cose più meritevoli con mia madre e mia sorella, i cinque giorni trascorsi a Ubud li ho passati tra centri di Yoga, come nel famosissimo THE YOGA BARN, uno dei centri yoga più famosi al mondo, facendo lunghe camminate tra le piantagioni di riso, esplorando le zone circostanti per poi poter scorrazzare le mie ragazze nel migliore dei modi senza perderci nulla.

Ubud è molto diversa da Canggu, seppur ugualmente affollata, innanzitutto non si trova sul mare e poi è molto più “hippie”.

Sinceramente mi aspettavo di meglio, vale la pena visitarla ma io avevo aspettative ancor più alte e quindi non sono rimasta completamente soddisfatta.. ma vale assolutamente la pena trascorrerci qualche giorno anche perché da Ubud si possono fare una marea di escursioni, che ho fatto con mia mamma e mia sorella a bordo dei nostri fedeli compagni di viaggio, dei motorini! Vi parlerò delle nostre peripezie nel prossimo articolo!

La domanda che mi aspetto quindi è.. vale la pena visitare l’Indonesia da soli? E’ una meta sicura per viaggiatori in solitaria?

Si, sia per la prima che per la seconda domanda la mia risposta non potrebbe che essere affermativa.

L’Indonesia pur essendo formata da così tante isole è comunque abbastanza semplice da girare e un viaggio in solitaria può essere organizzato senza troppe complicazioni.

Come tutte le altre località asiatiche anche l’Indonesia è molto economica, anche se oggi a causa del turismo tutto inizia a costare di più.. è più cara (per quanto possa essere definita tale visto che un pasto lo si può pagare 5 euro) della Thailandia e del Vietnam, così come i voli aerei e gli spostamenti interni sono più costosi rispetto agli altri paesi asiatici.

Comunque sia la ritengo più che abbordabile per chi, come me, non ha moltissimi soldi da spendere in viaggio.

In Indonesia ho trascorso dei momenti incredibili; sono consapevole del fatto che in così poco tempo non sia possibile vedere nemmeno la metà di tutto quello che realmente c’è da vedere, ma spero che ciò che vi ho raccontato possa esservi utile se mai doveste decidere di fare un viaggio in Indonesia.

Ad ogni modo, non importa quanto tempo passiate su queste isole, quello che sapranno darvi anche in pochi giorni lo conserverete per sempre come uno dei ricordi più dolci, legato ad una popolazione splendida che vive in un luogo splendido.

Ps: se penso alle cose che ho lasciato in sospeso da fare e vedere a Bali, mi viene voglia di comprare un biglietto ORA e prometto che appena sarà possibile… lo farò!

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